Una gita alla Foianese

Il sentiero detto la Foianese inizia poco fuori dal centro abitato, a sud di San bartolomeo in Galdo, BN. Veniva usato fin dall'antichità come accesso al fiume da parte delle lavandaie, nonchè per le attività di tipo balneare. La zona attraversata dal sentiero era un susseguirsi di vigne, uliveti ed orti. Da notare, all'inizio del sentiero, la presenza di una fontana con vasca e più a valle di una neviera.

Dove inizia e dove finisce
Il sentiero inizia poco dopo il congiungimento della Variante con la Via Valfortore, si può notare una breve interruzione del guardrail e ivi l'inizio di un viottolo in discesa. Il sentiero termina alla C.da Mossutto, a pochi metri dal fiume Fortore in prossimità della strada comunale per la C.da Santa Lucia.

Il percorso
Il sentiero inizia attraversando una zona ripida, per poi addolcire la propria pendenza nei pressi della fontana, costeggiando vigne ed orti ancora in uso. Si entra quindi in una zona boscosa, per poi alternare bosco, orti abbandonati ormai da secoli e scorci paesaggistici. Il sentiero diventa più ripido e si giunge quindi ad una antica struttura, la neviera, per inoltrarsi nuovamente in una zona boscosa, ma da qui in avanti il percorso è in parte lastricato ed in parte costeggiato da muretti a secco. Usciti dal bosco con lievi sali e scendi si giunge in zone un tempo coltivate ed infine al guado di un torrente.

La neviera
La neviera è una struttura quadrangolare in muratura, alta circa due metri e mezzo, senza finestre e con una sola porta di accesso esposta a nord, dotata di una parte sotterranea (ipogeo).
All'interno di tale struttura veniva pressata la neve, alternandola a strati di paglia, per ottenere e conservare il ghiaccio. Le pareti, anche quella della parte sotterranea, erano rivestite di paglia e fogliame per ottene il massimo isolamento possibile. Già nel Rinascimento1 alcuni palazzi nobiliari e importanti masserie erano dotate di piccoli locali adibiti a "ghiacciaie". I principali utilizzi del ghiaccio erano terapeutici, febbre e contusioni; alimentari , sorbetti granite e conservazione. I fruitori di tale prodotto erano quindi le famiglie più agiate ed i locali pubblici come le caffetterie.
Ai tempi del Regno delle Due Sicilie2 il prezzo del ghiaccio era di tre "grana" per "rotolo", equivalente a circa ottanta chilogrammi, comprensivo della gabella per il comune e in forma ben minore alla chiesa dedicata alla protettrice della neve.
Da notare che in località Castelmagno sono presenti i ruderi di una antica chiesa posti al culmine di un "toppo" chiamato Madonna della Neve. Il sentiero che porta alla neviera essendo lastricato fa pensare che l'accesso per il trasporto del ghiaccio avvenisse da valle.
Dai primi anni del novecento la fornitura del ghiaccio da parte delle neviere è stata soppiantata dalle fabbriche industriali, utilizzato fino in tempi recenti ovvero sino all'avvento del frigorifero3, rendendo così le neviere parte dell'archeologia industriale.


La fontana
A circa un quarto del percorso, è possibile osservare una antica fontana rurale. La struttura si presenta con un muro in mattoncini sovrastato da un arco di volta sempre nel medesimo materiale, sovrastato da un muro di contenimento in sasso. É presente una vasca abbeveratoio in monoblocco di pietra. In tempi recenti è stata inserita una seconda cannula di captazione delle acque. La fontana è ancora attiva, seppur debolmente. Il fianco della montagna, franando lentamente, sta ricoprendo di terra e detriti sia la struttura che la vasca la cui sommità si trova ormai al livello del terreno.

Il percorso naturalistico
Il sentiero detto la Foianese si snoda immerso nella vegetazione partendo da poco fuori l'abitato a quota 582m s.l.m. terminando in prossimità del fiume Fortore a circa 331m s.l.m. Lungo il percorso si possono segnalare diversi punti di interesse naturalistico. Il primo tratto lo si percorre all'ombra di un querceto nel quale sottobosco, tipico della zona, possiamo osservare il ligustro Ligustrum vulgare L., il corniolo Cornus sanguinea L., il pungitopo Ruscus aculeatus L. ed il rovo Rubus fruticosus L. il carpino Carpinus orientalis Mill. Proseguendo, dopo aver incrociato la fontana, comincia un tratto dove si alternano orti abbandonati con brevi boscaglie. Saltano all'occhio le antiche colture tutte immerse ormai nel sottobosco che si fa avanti, si presentano specie come uva, ulivi, i più disparati alberi da frutta, a testimonianza di come la zona pullulava di vita. Questo è un punto favorevole per catturare qualche scorcio paesaggistico, in direzione NE sulla Serra4 Guarana, SE su Baselice. Proseguendo incrociamo la neviera, la cui struttura è in parte ricoperta dalla edera, Hedera helix L. Poco più a valle possiamo osservare una serie di roverelle Quercus pubescens Willd. allineate al sentiero a modo di viale in concomitanza a parti di selciato e muretti a secco, tutte molto datate, almeno di un secolo di vita. Una di esse presenta la parte bassa del fusto diramata in diverse branche, per poi unirsi in un unico tronco a circa un metro da terra. Un esemplare veramente particolare! Proseguendo incontriamo un ulivo centenario il cui tronco alto circa cinque metri è completamente secco, ma che presenta ancora numerosi polloni nonchè giovani piante che nascono dalle sue radici. Un altro esemplare particolare, una roverella la cui chioma non presente la classica forma globosa, ma bensì conica. Ormai siamo arrivati alla fine del sentiero ed uscendo dal bosco possiamo osservare diversi noccioli Corylus avellana L. centenari, evidentemente i resti di una antica coltivazione. Proseguendo il sentiero diventa un falsopiano di piccoli saliscendi, siamo ormai a bassa quota ed osserviamo un boschetto di pino nero Pinus nigra J.F.Arnold, gli esemplari sono tutti sofferenti in quanto non si trovano certamente nel proprio habitat, questa specie difatti è originaria delle Alpi e si trova proprio qui a causa di un "curioso" rimbosco. A seguire, ormai siamo arrivati alla fine del percorso, un gelso centenario solitario. Ci aspetta ora il semplice guado del torrente che scende dalla Serra Guarana ed in prossimità di una roverella centenaria termina il sentiero, immettendoci così sulla strada asfaltata per la C.da Santa Lucia a pochi passi dal fiume Fortore.
Note
1 Periodo di rinnovamento culturale e artistico, che caratterizzò molteplici aspetti della società italiana ed europea tra l’inizio del 15° e la metà del 16° secolo.
2 Il Regno delle Due Sicilie fu uno Stato sovrano dell'Europa meridionale esistito tra il dicembre 1816 ed
il febbraio 1861.
3 L'avvento del frigorifero si data negli anni cinquanta, il frigo congelatore negli anni settanta.
4 Serra: rilievo montuoso ad andamento lineare.


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Queste riprese fotografiche sono state realizzate nel Luglio 2018.



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Inizio del sentiero la Foianese.
Fontana
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Fontana
La Fontana Foianese, dotata di vasca abbeveratoio.
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Relitto di uliveto inglobato ormai nel bosco.
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Varietà di frutti dagli orti relitti.
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Scorcio su di un pino Pinus pinea L. multicentenario sito alla Serra Guarana.
Neviera
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Neviera
Arrivo alla neviera.
Neviera
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Neviera
Parte dell'edificio.
Neviera
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Neviera
L'edificio in parte ricoperto dall'edera Hedera helix L.
Neviera
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Neviera
Porta di ingresso all'edificio.
Neviera
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Neviera
Particolare di una nicchia molto probabilmente sede di una immagine sacra protettrice, la Madonna della Neve.
Neviera
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Neviera
Particolare della volta, purtroppo non vi è traccia di data.
Neviera
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Neviera
Dettaglio delle mura.
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Una serie di roverelle Quercus pubescens Willd. allineate al sentiero a modo di viale.
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Una radice molto particolare!
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Il sentiero accompagnato da muri a secco.
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Un ulivo centenario il cui tronco alto circa cinque metri è completamente secco, ma che presenta ancora numerosi polloni nonchè giovani piante che nascono dalle sue radici
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Ulivo centenario, dettaglio dei polloni e giovani piante.
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Una roverella Quercus pubescens Willd. la cui chioma non presente la classica forma globosa, ma bensì conica.
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Tratto di sentiero in parte lastricato.
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Tratto di sentiero con relitto di lastricato.
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Il sentiero esce dal bosco in un noccioleto.
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Nocciolo centenario.
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Un boschetto di pino nero Pinus nigra J.F.Arnold si incontra ormai al termine del percorso.
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Un boschetto di pino nero Pinus nigra J.F.Arnold, gli esemplari sono tutti sofferenti in quanto non si trovano certamente nel proprio habitat.
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Ormai siamo arrivati alla fine del percorso, un gelso centenario solitario.
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Un incolto con panorama su Baselice.
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Una roverella centenaria termina il sentiero.
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Al terine del sentiero ci si immette sulla strada asfaltata per la C.da Santa Lucia a pochi passi dal fiume Fortore.
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